Mariolino Capuano

Mariolino Capuano

Nei primi anni '80, Mariolino Capuano riprende a disegnare con l'inchiostro di china, i pastelli a cera, paesaggi con un'apparenza di surrealismo, ma i circuiti di esercitazione (sperimentazione) sono vari e moltepli­ci, sia tecnicamente che espressivamente. Si orienta ai colori acrilici, e cerca di padroneggiarli ai propri fini. Nel 1984, la partecipazione a rassegne, a premi che vince o in cui si piazza ai primissimi posti e negli anni successivi varie mostre personali. La pittura di Mariolino si presenta sempre più nitida e meticolosa, caratterizzata da accuratezza e minuziosità, quasi ad evidenziare un verismo-non verismo, intrigante sia per una lettura d'approccio innocente, sia per qualsivoglia tentativo d'immedesimazione con l'artista. La sua iconografia è insolita e sconcertante, in un certo senso svincolata dall'arte contemporanea, ma chiara espressione delle ansie e delle inquietudini della mente umana. "Pinocchio", motivo ricorrente, costituisce un pretesto che lo aiuta a nutrire il suo repertorio iconografico per una pertinente osservazione della realtà. Infatti, le sue creazioni rivelano un'acuta sensibilità naturalistica, sia nell'apparenza delle cose che nel colore, quasi a evidenziare una sorta di "genealogia" inconscia con lui grande maestro del passato, anch'egli un grande "indipendente": Hieronyimus Bosch" (Maria Mennella).

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  1. Federico Variopinto

    Fra Ischia e Napoli è mossa l'ispirazione di questo pittore: certe piazze napoletane, S. Ferdinando o Piazza del Gesù.

  2. Giovanni De Angelis

    Le anime che pulsano nel marmo di De Angelis vivono di infinita armonia e rispettosa intimità.

  3. Mario Mazzella

    I suoi quadri, nella essenzialità figurativa e stilistica che li fa riconoscere a prima vista.

  4. Aldo Pagliacci

    La sua pittura è spesso provocatoria, sfiora la satira. La descrizione è precisa, meticolosa, senza trascurare i particolari nel disegno.

  5. Eduardo Colucci

    Eduardo Maria Colucci, nato ad Ischia nel 1900 e morto nel 1975, era un pittore discontinuo e non molto prolifico.

  6. Aniellantonio Mascolo

    Nell'essenzialità del racconto, nella funzionalità delle linee, la produzione di Aniellantonio Mascolo.

  7. Giovanni Di Costanzo

    La libertà di espressione è totale, si riprende in autoritratti grotteschi, melanconici, allegri, sornioni.

  8. Vincenzo Colucci

    La pittura di Vincenzo Colucci può dirsi quasi sempre improntata con naturali attitudini a concelti di serietà.

  9. Vincenzo Funiciello

    Il segno distintivo dell'arte di Funiciello è un vivacissimo ed espressivo splendore dei colori.

  10. Federico De Angelis

    Federico De Angelis riusciva ad usare la tempera all'aperto, operazione difficoltosa e appena fattibile.